Oggi è la nostra festa.
La festa di chi conosce la stanchezza, le mani spaccate dal freddo, la schiena che non regge.
La festa di chi un lavoro ha dovuto costruirselo, ha dovuto difenderlo.
La festa di chi non ha scelto strade semplici, raccomandazioni o soldi facili sporchi.
La festa di chi ogni giorno torna dalla propria famiglia stanco e in fondo orgoglioso di essere una persona per bene.
Oggi è la Festa della Favara che resiste, produce, inventa. Migliaia di donne e uomini che ogni giorno, con dedizione e dignità celebrano il lavoro come strumento di affermazione personale e liberazione dal bisogno, in tempi in cui rischiare la vita per un tozzo di pane è diventato troppo frequente e in cui i pochi diritti acquisiti vengono messi sempre più in discussione.
Buon primo maggio.
La festa di chi conosce la stanchezza, le mani spaccate dal freddo, la schiena che non regge.
La festa di chi un lavoro ha dovuto costruirselo, ha dovuto difenderlo.
La festa di chi non ha scelto strade semplici, raccomandazioni o soldi facili sporchi.
La festa di chi ogni giorno torna dalla propria famiglia stanco e in fondo orgoglioso di essere una persona per bene.
Oggi è la Festa della Favara che resiste, produce, inventa. Migliaia di donne e uomini che ogni giorno, con dedizione e dignità celebrano il lavoro come strumento di affermazione personale e liberazione dal bisogno, in tempi in cui rischiare la vita per un tozzo di pane è diventato troppo frequente e in cui i pochi diritti acquisiti vengono messi sempre più in discussione.
Buon primo maggio.