Sauro Cavallini, artista spezzino che a soli 16 anni conobbe gli orrori dei campi di concentramento, in mostra a Palazzo Civico.
Nel settembre del 1943, Cavallini fu arrestato e recluso nel campo di Gradaro a Mantova, dove trascorse circa un anno. La permanenza all’interno del campo lasciò un segno indelebile nella vita dell’artista, e i ricordi di quegli indicibili orrori presero forma attraverso le prime sculture realizzate da Cavallini, protagoniste dell’esposizione.
Le forme contorte, i volti emaciati e gli sguardi vacui restituiscono un’immagine di profonda sofferenza e dolore a cui è impossibile restare indifferenti.
📍 L’esposizione, visitabile fino al 27 febbraio 2026 e con ingresso libero, parte dall’Atrio del Palazzo Civico e prosegue nel corridoio del primo piano di fronte alla Sala Consiliare, offrendo un percorso immersivo attraverso le opere e la testimonianza dell’artista.
#comunelaspezia #comunedellaspezia #saurocavallini #giornodellamemoria
Nel settembre del 1943, Cavallini fu arrestato e recluso nel campo di Gradaro a Mantova, dove trascorse circa un anno. La permanenza all’interno del campo lasciò un segno indelebile nella vita dell’artista, e i ricordi di quegli indicibili orrori presero forma attraverso le prime sculture realizzate da Cavallini, protagoniste dell’esposizione.
Le forme contorte, i volti emaciati e gli sguardi vacui restituiscono un’immagine di profonda sofferenza e dolore a cui è impossibile restare indifferenti.
📍 L’esposizione, visitabile fino al 27 febbraio 2026 e con ingresso libero, parte dall’Atrio del Palazzo Civico e prosegue nel corridoio del primo piano di fronte alla Sala Consiliare, offrendo un percorso immersivo attraverso le opere e la testimonianza dell’artista.
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