I miei primi 9 anni.
Nove anni fa i cittadini di Acri mi affidarono l’onore più grande che un uomo possa ricevere dalla propria comunità: guidarla. Da quel giorno ho cercato di meritare quella fiducia ogni singolo giorno, con un solo obiettivo: servire Acri con dedizione, umiltà e amore.
Tra un anno si concluderà questo lungo viaggio amministrativo. Non è ancora tempo di bilanci definitivi, ma ritengo giusto condividere alcune riflessioni su ciò che questi nove anni hanno rappresentato per me e per la nostra città.
Sono stati anni intensi, complessi e impegnativi. Anni durante i quali ho interpretato il ruolo di Sindaco esclusivamente come responsabilità al servizio della comunità.
In questi anni abbiamo lavorato instancabilmente per lasciare un segno concreto.
Abbiamo costruito asili nido e scuole, scegliendo di mettere al centro i nostri bambini e i nostri ragazzi, perché ogni investimento nell’istruzione è un investimento nel futuro di Acri. Abbiamo completato il Palazzetto dello Sport, la Galleria, l’ex IPSIA e la Casa di Riposo per anziani, il Centro polifunzionale a Foresta, la villetta col campo di padel a San Giacomo, la biblioteca, la strada dei Frati Santi.
Abbiamo ripreso, dopo oltre vent’anni di attesa, i lavori della nuova Caserma dei Carabinieri. Abbiamo avviato gli interventi di ingegnerizzazione della rete idrica e fatto ripartire i lavori di ottimizzazione della rete fognaria, commissariati dalla Struttura Commissariale della Regione Calabria sin dal 2016.
Abbiamo messo in sicurezza la strada Acri–Serricella, realizzato la rigenerazione del Parco Serralonga, della villetta di Serricella, della Villa Comunale di Sant’Angelo, di Piazza Sant’Angelo, di Via Padula e di Piazza Marconi. Abbiamo costruito il ponte di Vallonecupo, realizzato l’Oasi Canina, consolidato aree a rischio frana, garantito la viabilità delle principali arterie stradali dopo anni di inerzia e investito nella manutenzione della rete viaria in tutto il territorio comunale, senza distinzione tra centro e periferia. Queste sono solo alcune delle opere che testimoniano il lavoro svolto in questi anni.
Abbiamo risanato un Comune che ho trovato in condizioni finanziarie difficili, riportando equilibrio ai conti e rafforzando la struttura amministrativa.
Abbiamo stabilizzato tutti i lavoratori precari, LSU dopo 20 anni portandoli a 36 ore con fondi di bilancio così per i precari della legge 31 e dei Tis , completato concorsi pubblici e riorganizzato la macchina comunale.
Abbiamo affrontato insieme la prova più dura degli ultimi decenni, l’emergenza Covid, vivendo momenti di grande dolore e difficoltà, senza mai lasciare solo nessuno.
Abbiamo lavorato per costruire una città più inclusiva, più attenta alle fragilità sociali e più consapevole del proprio ruolo culturale, anche attraverso iniziative e finanziamenti per oltre trenta milioni di euro.
Avremmo potuto fare di più? Certamente sì.
Chi amministra sbaglia, chi decide si espone. Ma chi non decide non lascia nulla. Le opere, invece, restano e raccontano il lavoro, le responsabilità e l’impegno con cui abbiamo servito la nostra comunità.
In questo cammino ho incontrato tante persone perbene, donne e uomini che mi hanno sostenuto, incoraggiato e anche criticato con lealtà, aiutandomi a crescere. Tuttavia ho avuto modo di constatare e vivere il livore l’invidia di chi non ha mai accettato le sconfitte ed è mosso solo da rancore personale che qualifica l’uomo e il politico. Ma noi siamo indifferenti alla delegittimazione e all’astio perché in città ognuno conosce le nostre storie e certamente noi siamo diversi, perché siamo uomini liberi e onesti.
Ho incontrato anche momenti di confronto difficile, che fanno parte della vita democratica e che ho sempre affrontato nel rispetto delle istituzioni.
C’è chi interpreta la funzione pubblica come esercizio del potere. Io ho sempre creduto il contrario: amministrare significa servire, ascoltare e costruire. Ho sempre ritenuto che conti più il potere dei segni che i segni del potere, lasciando opere e risultati anziché apparenze.
Ho dedicato questi anni alla città che amo, nella quale sono nato, nella quale vivo e nella quale sto crescendo i miei figli. Il sacrificio più grande è stato quello del tempo: il tempo sottratto ai miei figli, a mia moglie e alla mia famiglia.
A loro voglio dire grazie e chiedere scusa per tutte le volte in cui non c’ero, per i momenti importanti che ho perso e che non torneranno più. Sono stati loro, con il loro amore e la loro pazienza, a rendere possibile questo lungo cammino.
Desidero ringraziare tutti i dipendenti comunali, il Segretario comunale, gli assessori, il Presidente del Consiglio comunale, i consiglieri di maggioranza e tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questi risultati ovvero i candidati che con passione e servizio hanno consentito la nostra vittoria.
Il tempo e i cittadini saranno i veri giudici del nostro operato.
Dopo il 2027, e dopo aver portato a termine il programma che i cittadini hanno premiato, metterò la mia esperienza al servizio di un progetto che garantisca continuità e che completi ciò che non riusciremo a terminare, con lo stesso spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto.
Abbiamo costruito le basi di una coalizione ampia, aperta anche alle liste civiche. Insieme, con spirito di responsabilità e unità, sceglieremo la candidata o il candidato che sarà interprete del programma che stiamo elaborando con i partiti e con le forze civiche che condividono questo percorso.
Perché il futuro di una comunità non si improvvisa: si costruisce insieme, con visione, continuità e senso civico.
«Non è perché le cose sono difficili che non osiamo; è perché non osiamo che esse sono difficili.»
Nove anni fa i cittadini di Acri mi affidarono l’onore più grande che un uomo possa ricevere dalla propria comunità: guidarla. Da quel giorno ho cercato di meritare quella fiducia ogni singolo giorno, con un solo obiettivo: servire Acri con dedizione, umiltà e amore.
Tra un anno si concluderà questo lungo viaggio amministrativo. Non è ancora tempo di bilanci definitivi, ma ritengo giusto condividere alcune riflessioni su ciò che questi nove anni hanno rappresentato per me e per la nostra città.
Sono stati anni intensi, complessi e impegnativi. Anni durante i quali ho interpretato il ruolo di Sindaco esclusivamente come responsabilità al servizio della comunità.
In questi anni abbiamo lavorato instancabilmente per lasciare un segno concreto.
Abbiamo costruito asili nido e scuole, scegliendo di mettere al centro i nostri bambini e i nostri ragazzi, perché ogni investimento nell’istruzione è un investimento nel futuro di Acri. Abbiamo completato il Palazzetto dello Sport, la Galleria, l’ex IPSIA e la Casa di Riposo per anziani, il Centro polifunzionale a Foresta, la villetta col campo di padel a San Giacomo, la biblioteca, la strada dei Frati Santi.
Abbiamo ripreso, dopo oltre vent’anni di attesa, i lavori della nuova Caserma dei Carabinieri. Abbiamo avviato gli interventi di ingegnerizzazione della rete idrica e fatto ripartire i lavori di ottimizzazione della rete fognaria, commissariati dalla Struttura Commissariale della Regione Calabria sin dal 2016.
Abbiamo messo in sicurezza la strada Acri–Serricella, realizzato la rigenerazione del Parco Serralonga, della villetta di Serricella, della Villa Comunale di Sant’Angelo, di Piazza Sant’Angelo, di Via Padula e di Piazza Marconi. Abbiamo costruito il ponte di Vallonecupo, realizzato l’Oasi Canina, consolidato aree a rischio frana, garantito la viabilità delle principali arterie stradali dopo anni di inerzia e investito nella manutenzione della rete viaria in tutto il territorio comunale, senza distinzione tra centro e periferia. Queste sono solo alcune delle opere che testimoniano il lavoro svolto in questi anni.
Abbiamo risanato un Comune che ho trovato in condizioni finanziarie difficili, riportando equilibrio ai conti e rafforzando la struttura amministrativa.
Abbiamo stabilizzato tutti i lavoratori precari, LSU dopo 20 anni portandoli a 36 ore con fondi di bilancio così per i precari della legge 31 e dei Tis , completato concorsi pubblici e riorganizzato la macchina comunale.
Abbiamo affrontato insieme la prova più dura degli ultimi decenni, l’emergenza Covid, vivendo momenti di grande dolore e difficoltà, senza mai lasciare solo nessuno.
Abbiamo lavorato per costruire una città più inclusiva, più attenta alle fragilità sociali e più consapevole del proprio ruolo culturale, anche attraverso iniziative e finanziamenti per oltre trenta milioni di euro.
Avremmo potuto fare di più? Certamente sì.
Chi amministra sbaglia, chi decide si espone. Ma chi non decide non lascia nulla. Le opere, invece, restano e raccontano il lavoro, le responsabilità e l’impegno con cui abbiamo servito la nostra comunità.
In questo cammino ho incontrato tante persone perbene, donne e uomini che mi hanno sostenuto, incoraggiato e anche criticato con lealtà, aiutandomi a crescere. Tuttavia ho avuto modo di constatare e vivere il livore l’invidia di chi non ha mai accettato le sconfitte ed è mosso solo da rancore personale che qualifica l’uomo e il politico. Ma noi siamo indifferenti alla delegittimazione e all’astio perché in città ognuno conosce le nostre storie e certamente noi siamo diversi, perché siamo uomini liberi e onesti.
Ho incontrato anche momenti di confronto difficile, che fanno parte della vita democratica e che ho sempre affrontato nel rispetto delle istituzioni.
C’è chi interpreta la funzione pubblica come esercizio del potere. Io ho sempre creduto il contrario: amministrare significa servire, ascoltare e costruire. Ho sempre ritenuto che conti più il potere dei segni che i segni del potere, lasciando opere e risultati anziché apparenze.
Ho dedicato questi anni alla città che amo, nella quale sono nato, nella quale vivo e nella quale sto crescendo i miei figli. Il sacrificio più grande è stato quello del tempo: il tempo sottratto ai miei figli, a mia moglie e alla mia famiglia.
A loro voglio dire grazie e chiedere scusa per tutte le volte in cui non c’ero, per i momenti importanti che ho perso e che non torneranno più. Sono stati loro, con il loro amore e la loro pazienza, a rendere possibile questo lungo cammino.
Desidero ringraziare tutti i dipendenti comunali, il Segretario comunale, gli assessori, il Presidente del Consiglio comunale, i consiglieri di maggioranza e tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questi risultati ovvero i candidati che con passione e servizio hanno consentito la nostra vittoria.
Il tempo e i cittadini saranno i veri giudici del nostro operato.
Dopo il 2027, e dopo aver portato a termine il programma che i cittadini hanno premiato, metterò la mia esperienza al servizio di un progetto che garantisca continuità e che completi ciò che non riusciremo a terminare, con lo stesso spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto.
Abbiamo costruito le basi di una coalizione ampia, aperta anche alle liste civiche. Insieme, con spirito di responsabilità e unità, sceglieremo la candidata o il candidato che sarà interprete del programma che stiamo elaborando con i partiti e con le forze civiche che condividono questo percorso.
Perché il futuro di una comunità non si improvvisa: si costruisce insieme, con visione, continuità e senso civico.
«Non è perché le cose sono difficili che non osiamo; è perché non osiamo che esse sono difficili.»