La tutela della comunità prima di tutto L'intervento del Sindaco di fronte agli episodi di violenza giovanile non nasce...

Scritto il 16/08/2026
da Pino Capalbo

La tutela della comunità prima di tutto
L'intervento del Sindaco di fronte agli episodi di violenza giovanile non nasce da un'ambizione autoritaria o dalla volontà di reprimere la libertà dei cittadini. Al contrario, trova origine in un fondamentale dovere costituzionale e morale: proteggere i giovani e garantire la sicurezza della comunità.
Quando il tessuto sociale viene ferito da eventi gravi, chi amministra ha il dovere politico e umano di agire con coraggio, tempestività e senza voltarsi dall'altra parte.
Un segnale chiaro alle famiglie, non una misura ideologica.
L'ordinanza emessa non è mai stata una presa di posizione ideologica o d'immagine, bensì una risposta concreta e immediata alle giuste preoccupazioni delle famiglie.
È stato un atto d'indirizzo chiaro, volto a far sentire la presenza e la vicinanza delle istituzioni sul territorio di fronte a un problema reale ed emergenziale.
La successiva revoca in autotutela giunta a seguito dei rilievi formali della Prefettura non deve essere letta come un segno di debolezza, incertezza o improvvisazione. Al contrario, dimostra maturità democratica, pieno rispetto della legalità e leale collaborazione tra le istituzioni.
Riconoscere i confini formali e la gerarchia delle fonti legislative è il presupposto di qualsiasi buona amministrazione.
L'annullamento dell'atto amministrativo non vanifica affatto il lavoro svolto, ma raggiunge un obiettivo fondamentale: aver riacceso i riflettori sull'emergenza della sicurezza giovanile.
Con la pubblicazione dell’atto di indirizzo la questione viene ora portata sul tavolo che le pertiene, ossia nelle sedi di coordinamento competenti al fianco della Prefettura e delle Forze dell'Ordine, per elaborare strategie di contrasto condivise, strutturate e davvero efficaci.